L’arte che cambia con il writing dei Bologna Bombers

Nato in America negli anni ’70, il writing è divenuto celebre anche in Italia, a partire dagli anni ’80. Sorto come fenomeno di rivolta contro l’emarginazione dei ghetti delle città metropolitane americane, oggi è una vera e propria forma d’arte, apprezzata soprattutto in ambito pubblicitario.
Il writing ha cambiato la concezione di arte che si aveva in passato. Writing è creatività, espressività, è un’arte in continuo mutamento. Le firme dei graffitisti o tags hanno popolato per alcuni decenni le aree metropolitane per esprire il disagio sociale e allo stesso tempo per rivalutare il degrado metropolitano attraverso questa forma d’arte. Parole, slogan, immagini, puppets, frasi di ogni tipo sono apparse sui muri di tutte le città grazie alle bombolette spray.
In Italia i più celebri graffitisti sono i Bologna Bombers, formatisi a Bologna nel 1998, che ispirati alla Old School di Texas inizialmente usavano la loro arte per dipingere graffiti sui muri della città e successivamente sui treni ferroviari.
La crew, tra le più apprezzate e attive d’Italia, ha subito un’evoluzione di stili che si può suddividere in tre periodi principali: ieri, oggi e domani.
    • Ieri: nel loro primo periodo, i Bologna Bombers eseguivano graffiti murali, che hanno davvero cambiato il volto di Bologna. Tags su cabine telefoniche, sulle saracinesche dei negozi, sui portoni nascosti nel centro urbano, sulle cassette della posta, nei muri sotto i portici che circondano Bologna, sulle pareti della stazione ferroviaria, persino sui segnali stradali. Ovunque si potevano leggere tags e throw up e scritte BBS per tutta la città di Bologna. Considerati per questo vandali dalla comunità locale, sono stati oggetto di discussione e di rimprovero da parte delle istituzioni. Il murales tuttavia non è semplice “imbrattamento delle mura” di edifici o monumenti storici, il più delle volte è un messaggio politico o sociale che si vuole trasmettere alla comunità. Il writing quindi non può essere declassato a atto di vandalismo, ma è il massimo esempio di espressione artistica del proprio pensiero, libero da regole e imposizioni dell’arte classica. E’ una forma d’arte contemporanea, alternativa al passato, è novità, è movimento, è un’arte che si dovrebbe imparare a conoscere e ad amare.
    • Oggi: Il secondo periodo del writing dei Bologna Bombers segna un primo cambio di marcia della crew rispetto al passato. Non più mura cittadine, ma bensì treni dei depositi ferroviari attireranno la loro arte. Frasi stilizzate, tags, realizzate con le bombolette spray per trasmettere a tutti i viaggiatori le loro emozioni, la visione personale di Bologna. L’arte del “train bombing” così come usano definirla molti writers, è un lavoro contro il tempo: finchè il treno resterà fermo in deposito e prima che arrivino i controlli di polizia, il treno dovrà essere pronto. Perchè parlare di train bombing? La risposta non potrebbe essere più intuitiva: graffitare su un treno vuol dire letteralmente bombardarlo con le bombolette spray per realizzare il proprio tags o throw up nel più breve tempo possibile. Anche il train bombing ha destasto scalpore tra la comunità locale e le istituzioni bolognesi, essendo l’imbrattamento di treni e vagoni illegale nel nostro paese. Questo non ha fermato i Bologna Bombers che sono stati spinti dall’adrenalina a continuare la loro attività artistica comunicativa attraverso i vagoni dei treni.
    •  Domani: Il futuro della crew si prospetta entusiasmante. Nuovi tentativi emergono per farsi conoscere ed apprezzare dal pubblico. Si tratta di vere e proprie esposizioni fotografiche e dimostrazioni in cui i membri della crew si esibiscono per presentare le loro opere d’arte agli spettatori. Un modo nuovo di presentare il graffitismo e di farlo riconoscere come forma d’arte contemporanea. In quest’ultima fase, i Bologna Bombers si affiancano alla fine art, all’arte che mira al raggiungimento degli scopi puramente estetici. Quest’anno a giugno si è tenuto l’evento “Mono”, una mostra in cui sono venute fuori le tecniche molteplici e le visioni estetiche che contraddistinguono i vari membri della crew. Per la prima volta, nel corso di un’esposizione di opere writing, il pubblico è stato invitato a partecipare con giochi, al fine di entrare in confidenza e di ammirare l’arte del graffitismo dei Bologna Bombers. Mono è un’esposizione di opere realizzate dagli stessi Bologna Bombers, che segue alla precedente mostra fotografica del 2014, presentata alla Galleria Spazia di Bologna e intitolata ” Bombers all’inferno”. Spazia è stato il primo tentativo di far apprezzare il graffitismo e la sua cultura estetica ad un pubblico estraneo a questo mondo. In questa prima esposizione, le opere erano esposte in trittici a simboleggiare l’evoluzione stilistica che ha subito la crew in questi ultimi anni.

Ieri, oggi e domani rappresenta il vissuto di questa crew che è destinata a fare cose grandi anche nel futuro. I Bologna Bombers non sono semplicemente dei graffitari, ma sono anche esperti di fotografia e pittura, competenza che è evidente nelle loro opere più recenti e che trasmette una visione del mondo autentica e brillante. Le esperienze recenti di Spazia e Mono dimostrano come i Bologna Bombers siano in grado di immergersi in uno spazio nuovo, quello delle esposizioni per l’appunto, con lo scopo di far riflettere la comunità bolognese sull’artisticità che sta dietro le loro opere e sulle potenzialità della loro arte che come una bomba si è innescata nella città di Bologna dalla fine degli anni ’90.
L’arte come era intesa nel passato non esiste più, oggi siamo di fronte ad una forma artistica in continua crescita e trasformazione: il writing.

Post recenti




Giulia Granati Written by:

Comments are closed.