Hype Clothinga ci spiega la sneaker mania, il fenomeno delle scarpe di Lidl

Le abbiamo viste su tutti i social, ne hanno parlato per giorni, nel bene e nel male. “Sono orrende”, “Non le metterei mai”, ma intanto hanno fatto il tutto esaurito. Stiamo parlando delle sneaker di Lidl che se non eccellono in estetica, sicuramente sono una perfetta azione di marketing, proviamo a spiegare questo fenomeno nel fenomeno sneaker mania.

Sneaker mania, perché tutti le vogliono

Il fenomeno della sneaker mania non è certo nuovo, anche se nel nostro paese ha avuto il suo boom in tempi relativamente recenti. Da quando i campioni del basket hanno sdoganato questo tipo di calzatura, sembra che in tanti sia esplosa la passione. C’è chi passa ore sotto al sole per accaparrarsi il suo paio, ma se questo sembra essere giustificato per un paio di Nike o Adidas edizione limitata, non si capisce perché la gente debba fare una vera e propria ressa (ma anche rissa in certi casi) per delle scarpe a marchio Lidl.

Certo si tratta di un fenomeno bizzarro. Dapprima con le calze, poi con le ciabatte, il marchio Lidl sta attirando tantissimi consumatori, e proprio sulla scia di questa nuova passione che è stata costruita un’azione di marketing geniale.

Ma vediamo di mettere in ordine gli eventi e capire come questo fenomeno abbia avuto origine e da che parte sembra evolversi.

Influencer e psicologia del consumatore

Bene, Lidl tira fuori dal cilindro un’idea che non è certo nuova nel marketing, ma che ha avuto un successo che forse, nemmeno il colosso della spesa low cost si aspettava. La strategia si chiama brand extension e consiste nel mettere il proprio marchio anche su prodotti di categoria diversa da quelli abituali.

Lo hanno già fatto altri prima di loro, con un ottimo risultato. Ma non finisce certo così. Torniamo indietro di qualche tempo e scopriamo che il noto cantante e influencer Fedez aveva postato su Instagram una sua foto mentre indossava delle ciabatte a marchio Lidl dagli inconfondibili colori giallo, blu e rosso.

Cosa succede a quel punto? Che tutti si fiondano alla ricerca delle ciabatte Lidl che, normalmente, non destavano una così grande curiosità.

Da quel momento in poi l’attenzione dei consumatori è stata catturata. Ma chiaramente Lidl ha utilizzato questa strategia per creare movimento all’interno dei punti vendita e c’è stata una certa congiunzione di fattori che ha reso l’operazione ancora più di successo.

La pandemia e i social

A contribuire all’esplosione del fenomeno sono anche le condizioni in cui ci troviamo in questo particolare momento. Il lockdown ha portato un po’ tutti a comunicare con l’esterno solo con i social. Al contempo supermercati come Lidl hanno rappresentato l’ultimo baluardo della vendita di oggetti non indispensabili, come invece è accaduto per altre catene.

Questo binomio ha portato all’esplosione del fenomeno sneakers a marchio Lidl. Possederle è diventata una tendenza irrinunciabile.

Non si può certo dire che siano belle, come i modelli ben più celebri di Nike e Adidas, per esempio, che puoi vedere su hypeclothinga.com, ma la leva che spinge all’acquisto, in questo caso, non è assolutamente l’estetica.

Al contrario, è il semplice fatto di accaparrarsi il proprio paio da mostrare sui social che spinge all’acquisto di una calzatura che, ricordiamo, costa pochi euro.

E qui subentra anche il meccanismo delle limited edition, cioè il desiderio di possedere una cosa in edizione limitata e che quindi non tutti potranno permettersi.

Insomma, Lidl anche questa volta ha fatto centro e c’è da giurarci che ripeterà il successo con altri prodotti.

Il reselling online

Come sovente accade con altre sneakers a edizione limitata, anche con le Lidl si è verificato il fenomeno del resellin online, ovvero, chi ha acquistato diverse paia di sneakers, nel momento in cui c’era sold out, le ha poi rivendute sul web, anche in aste online, a prezzi da capogiro. In Italia quest’attività corre sul filo del rasoio e può essere giudicata come aggiotaggio, meglio pensarci bene prima di farlo.

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Giulia Granati Written by:

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