The wolf of wall street. Gli eccessi del potere

The Wolf of Wall Street racconta la storia vera della parabola di Jordan Belfort, un broker newyorkese, interpretato da uno strepitoso Leonardo DiCaprio, che durante la seconda metà degli anni ’80 costruisce la sua rapida ascesa nel mondo della finanza. Il film è stato girato nel 2013 da Martin Scorsese che torna a collaborare con Leonardo DiCaprio, anche nella veste di produttore, dopo l’eccezionale Shutter Island del 2010.

il grande file di scorsese

Lotta per emergere

Come un giovane che vuole diventare ricco resta senza lavoro

Jordan Belfort è un figlio della classe media americana. Cresciuto in una famiglia di ragionieri ha sin da giovane l’ambizione di diventare ricco. Così a soli 22 anni sbarca a Wall Street per coronare il suo sogno. La sorte gli gira presto le spalle, infatti il primo giorno di lavoro con la licenza di broker, il 19 ottobre 1987, è il cosiddetto lunedì nero per il crollo delle borse. Ancora poche settimane e si ritroverà senza lavoro.

Le regole del potere

La finanza come arte del vendere

Il giovane Jordan riparte da una società che vende azioni di società tecnologiche non quotate al Nasdaq, la borsa dei titoli tecnologici di Wall Street. Sfruttando le conoscenze acquisite durante lo stage per diventare broker, riesce a guadagnare tanti soldi da convincersi a fondare una sua società, la Stratton Oakmont Inc., assieme a persone senza scrupoli che nulla sanno del mercato ma hanno la sua stessa voglia di arricchirsi. Belfort insegna le tecniche di vendita ai suoi collaboratori. Da quel momento pare che non esistano ostacoli alla sua scalata. Cade in un eccesso di sesso e droga che presto porteranno la sua prima moglie a lasciarlo. Le sorprese negative non sono finite.

Patrick Denham insegue il lupo

Ovvero, quando l’FBI si mette sulle tracce di uno speculatore

Già dalle prime battute del film viene presentato Patrick Denham, un agente dell’FBI che inizia a seguire le vicende della Stratton Oakmont. Lo insospettisce la crescita fulminea che, come la sua esperienza suggerisce, di solito nasconde affari illegali. In effetti Jordan Belfort è un uomo senza scrupoli che sfrutta tutti i mezzi, più o meno legali, per ottenere la possibilità di conquistare il mondo e di “sventrare i nemici”. L’unico modo per riuscirci è guadagnare una montagna di soldi.

Riconoscimenti, critica e pubblico
Un film forte che ha suscitato elogi e proteste.

Nel 2014 The wolf of Wall Street ottiene 5 nomination all’Oscar, tra le quali quelle di miglior film, la regia e l’attore protagonista. Senza contare i riconoscimenti durante i Golden Globes e la nomination come miglior film straniero al David di Donatello sempre nel 2014.
Il realismo delle scene, sia nel linguaggio sia nelle immagini, sono state criticate da una parte del pubblico americano. La critica cinematografica e il pubblico hanno premiato la scelta di descrivere senza moralismi il mondo della finanza che oggi più che mai condiziona la vita quotidiana di tutti noi. Alla base del film c’è l’autobiografia dello stesso Jordan Belfort, rispettata da Martin Scorsese fino a riportare con precisione alcuni dialoghi.Sono poche le scene inventate usate dal regista per delineare i personaggi.

Fonte: cinema.sky.it/cinema/news/the_wolf_of_wall_street.html

 

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Giulia Granati Written by:

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