Cos’è il voice over e per cosa viene utilizzato

Voice over, letteralmente, significa “voce fuori” inteso come voce fuori campo. Gli addetti ai lavori sanno perfettamente che tipologia di tecnica della comunicazione sia, ma per chi non è del ramo, chiedersi cos’è il voice over è più che lecito. Ebbene, come si può evincere dal termine, si tratta di una professione che ha a che fare con l’uso della voce, ma vediamo più nel dettaglio.

Cos’è il voice over, la voce fuori campo

Iniziamo subito col dire che quella del voice over non è una professione facile e adatta per tutti, al contrario, ci vuole tantissima dedizione e preparazione. Occorre studiare dizione, per togliere dalla voce ogni inflessione dialettale che, però, può essere utilizzata a seconda delle necessità. Ma non è detto che serva la propria inflessione dialettale, quindi bisognerà studiare approfonditamente anche quella di altre località.

Di recente c’è stato lo spot di una birra siciliana dove la voce fuori campo che narrava aveva un accento siciliano marcato. Ebbene, era una voce professionale.

Ma come viene utilizzato di preciso il voice over? Si tratta, come abbiamo anticipato, di una voce narrante che consente all’ascoltatore di capire un gran numero di informazioni visive. In questo modo facilita la comprensione dei contenuti e, non solo, aiuta anche a catalizzare l’attenzione. Ci sono diversi ambiti in cui questo servizio può essere utilizzato.

Gli ambiti di utilizzo dello speakeraggio

A prestare la propria voce per lavori di voice over, che rientrano nell’ambito dello speakeraggio, sono per lo più attori e attrici, doppiatori o comunque esperti professionisti del settore. Vediamo come funziona.

Lo spot, o comunque il video che deve comunicare un messaggio, viene progettato e girato. Nella seconda fase viene montato, quindi di base si parte dalle immagini. L’attore o il doppiatore si reca nella sala di doppiaggio legge il testo che poi verrà incluso nelle immagini.

Ma non si tratta di una mera lettura perché il professionista deve interpretare il messaggio, fare in modo che sia non solo chiaro e comprensibile, ma a seconda delle circostanze che sia anche convincente e credibile. Insomma, non si tratta certo di un lavoro che si può improvvisare.

Un esempio su tutti sono le videoricette di cucina dove vengono mostrate le immagini del piatto che si sta spiegando e una voce narrante fuoricampo ne illustra tutta la procedura. Altro esempio classico sono i documentari dove la voce narrante spiega le immagini raccontando, in modo molto narrativo, quanto sta accadendo.

L’utilizzo della voce fuori campo è molto comune nel cinema, per esempio per introdurre le vicende del film, basti pensare alle fiabe per bambini. Molto utilizzata è anche nei tutorial e da qui si può evincere quanto sia importante per un’azienda che vende un determinato prodotto o servizio, quando lo deve illustrare al suo pubblico o a dei finanziatori o partner.

Non solo, si piò rendere internazionale un video facendolo commentare con voci fuori campo nella lingua scelta e questo, a livello aziendale e di business è un grosso vantaggio.

Un lavoro molto professionale

Come ci spiegano i professionisti del voice over professionale, non ci si può improvvisare perché non occorre solo tecnica, quindi saper utilizzare la voce senza inflessioni o con le inflessioni giuste, ma occorrono anche altre abilità. I testi del voice over sono calibrati sul minutaggio del montato, quindi la voce deve adattarsi a quei tempi.

Si deve leggere quindi il testo scandendo perfettamente le parole per capire quanto tempo occorra e poi si dovrà calibrare la velocità, aumentandola o rallentandola.

Si tratta di un lavoro complesso, ma che se fatto in modo impeccabile riesce a dare i suoi frutti in breve tempo.

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Giulia Granati Written by:

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